Guarda come sono stanche le rocce fra la terra e il mare
si spaccano nel tempo e sfidano il maestrale
ubriache di vento, ubriache di sale, riposano.
Guarda come sono strane le rocce della luna
si specchiano nel tempo e il buio le cattura
per la nostra inquietudine, forse quasi paura, ci guardano.
Navigando ad occidente, quando il freddo ci addormenterà
fra le nuvole ed il niente, l’orizzonte ci sorprenderà.
Dicono che sia creatura disumana
che più ci si avvicina e più lui si allontana
e spesso verso sera, o se piove a dirotto, scompare.
Sai, non è mai stato che nave conosciuta
raggiunto l’orizzonte non si sia perduta
e credono si tratti di destino fatale o paura.
Navigando
ad occidente, quando il freddo ci addormenterà
fra le nuvole ed il niente, l’orizzonte ci sorprenderà.
E siamo lì per capire se è vero
e siamo lì per scoprine il mistero
ma il mistero non c’è.
Perché, siamo noi oltre l’orizzonte
siamo noi la paura che cresce
se cerchiamo i nostri limiti
nascosti in quel che sai in quel che conosci
fra le incertezze e le angosce
nella facciata scura della luna
nascosti siamo noi, soltanto noi, per sempre
oltre l’orizzonte.
Niccolò Lapidari - Edizioni S.I.A.E.