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03 novembre, 2009

PARIGI E' SEMPRE PARIGI!


Cafè at Arles - Vincent Van Nicc

A quanti di voi, milanesi e non, sarà capitato di chiedervi: “e adesso che si fa”?
Magari uscendo da un cinema, da un teatro, da un ristorante verso la mezzanotte.
Il desiderio, presumo ricorrente, potrebbe essere quello di andare a bere una cosa, fare due chiacchiere, sentire della musica.
La mente vola subito nell’immaginario di un locale caldo, accogliente dove se vuoi parlare non hai una cassa da 200W attaccata all’orecchio, dove se non vuoi parlare ci sono dei musicisti che stanno suonando per te, dove se vuoi fumarti una sigaretta c’è un “fungo” e una sedia dove soffermarti senza andare avanti e indietro per il marciapiede gelato come un busone.
Ecco che la mente comincia a cercare, ricercare sempre più insistentemente quel file inesistente tra decine di tetrabite ormai surriscaldati.
Non esiste un posto che nemmeno assomigli a quello che avevi immaginato e nemmeno a quello che avevano sperato i tuoi astanti. E se pur ci fosse sarebbe già chiuso.
Allora tutta l’attività elettrica concentrata al cervello comincia a scendere, passa per la pancia (ricordandoti che non hai cenato e c’hai una fame da lupo) e arriva fin giù alle palle cominciando a farle roteare come eliche da offshore.
“Ma cazzo, è mai possibile che questa cazzo di città del cazzo mi serva solo per il mio lavoro del cazzo e non c’abbia neanche un cazzo di posto del cazzo dove ogni tanto godere un po’ di sano relax”? “Con quel che mi costa viverci….cazzo”! E poi via a raffica, odio a mitraglia sulla sindaca, la giunta, quei milioni di ebeti che alimentano le casse di improbabili balere sotterranee con annessi suoni e luci abilmente strutturati dai pusher di caramelline.
Saluti mesto gli amici, ti avvii e sulla strada di casa pensi a come si staranno divertendo a Parigi, tutti in strada sulla rive gauche a spiluccare frutti di mare e chablis al suono di un gruppetto jazz fino al mattino. Quasi quasi giro la macchina, vado a linate e prendo l’ultimo volo, così sia.
Eggìà, siamo a Milano, linate sembra una stazione ferroviaria cilena chiusa da anni, non ci sono più voli. Le luci gialle del viale forlanini sembrano, rientrando a casa, la pugnalata finale, il colpo di grazia.
E invece no, colpo di scena, mentre cerco confusamente sul mio palmare un locale qualunque, anche border line, anche after line per un bicchierino della buona notte non ti finisco sulla home page del corriere della sera? E che ti leggo? QUESTO! click
Parigi è sempre Parigi? No Parigi non è più come una volta, come Milano, Bologna, Roma, come tutto. Tutto non è più come una volta.
Lo dico da tanti anni: “Tutto sta peggiorando con una parabola impietosa la cui curva spesso ci sfugge per abitudine, adattamento o distrazione”.
E non datemi del pessimista. Sono pronto a sfidare a duello in onore del mio realismo.
n’

25 Commenti:

Alle 10:08 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Parigi in te, Londra in lei, Nuova York in loro.

E' nel discorso il punto mai nel concetto, sanata l'origine del male sparisce anch'esso...

“Ma cazzo, è mai possibile che questa cazzo di città del cazzo mi serva solo per il mio lavoro del cazzo e non c’abbia neanche un cazzo di posto del cazzo dove ogni tanto godere un po’ di sano relax”? “Con quel che mi costa viverci….cazzo”!

Stavamo molto meglio con i gettoni in tasca e l'agenda sotto braccio, ma ci fa comodo ignorarlo, tanto comodo come ora per me leggere e postare.

Se non fosse così, tutto semplice, tutti bravi, vedremmo vivi colori alla Vincent (sempre socio) non solo a Parigi ma anche a Milano, fidati n'.

 
Alle 10:18 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Ho sempre amato la tecnologia e quasi sempre sono stato tra i primi del nostro paese a godere delle nuove trovate.
La comodità di leggere o scrivere in diggitale, lo sai, è solo un possibile vantaggio.
Quando diventa l'unico mezzo di comunicazione si accende un allarme.
Io non ho mai chattato con nessuno se non per lavoro e sto aspettando un amico (guarda caso a casa) chitarrista che suona una chitarra di legno e che mi rivede gli accordi che ho appena scritto su un pentagramma di carta.
Tuttavia non sapendo che ignorero' le sue modifiche, ma che questo non lo sappia mai ;-)
n'

 
Alle 10:35 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Vedi, alla fine ne facciamo cornice, solo banale cornice.
Siamo animali evoluti, ma nemmeno noi sappiamo quanto, ci piace farci complimenti, ci consoliamo in un gesto.
Siamo esseri semplici, anche se costretti ad indossare abiti e incalzare ruoli complessi.
Comunque sia, rientrati in noi, nel saggiare la nostra immensa fragilità ci consola solo accertarci che cio' che realmente ci bisogna sia con noi, in noi o pensi solo a noi.

 
Alle 12:36 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

L'evoluzione ci sta portando all'"asocialità fisica"? Si può già fare tanto senza contatto fisico...parlare, vedersi, scambiarsi oggetti virtuali in tempo reale, incontrarsi, conoscersi...anche i bambini si possono fare per corrispondenza (in questo campo al momento serve ancora il contatto con il medico-provetta)...chissà se ci arriverà presto un invito digitale per l'inaugurazione di un nuovo locale virtuale super trendy? Ognuno sta a casa propria davanti al proprio pc, con l'obbligo dell'auricolare per non disturbare i vicini, si servono solo bevande alcoliche virtuali, così non ci si ubriaca e non ti ritirano la patente con conseguente messa all'asta dell'auto...ma forse l'auto non serve neppure per spostarci dalla scrivania al letto...non c'è divieto di fumo, perché tanto alla salute di chi nuoci se sei solo?...si può certamente ballare davanti alla webcam o provarci con la barista, ci si può baciare virtualmente sui divanetti, così si scongiura il pericolo della suina...e poi? Non c'è nessuno con noi, in noi, che pensa solo a noi... (Io)

 
Alle 12:59 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Vai a Berlino pare che sia un pochino meglio e quando ti sarai di nuovo annoiato spera di essere rapito dagli alieni!
e se guardassimo dentro invece che fuori?

 
Alle 7:39 AM , Blogger Niccolò ha detto...

Io, basta vivere qui: http://secondlife.com

Un giorno un'amica mi ha detto che non poteva uscire a cena perchè aveva già preso un appuntamento con uno lì dentro. Aiuuutooooo.
n'

 
Alle 10:01 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Non ho mai aperto second life...e Io non dice bugie...volevo provare ad essere cinico-ironica ma la cosa probabilmente non mi riesce...lanciare dubbi e spunti di riflessione...questo lo so fare meglio...Nicc dovresti conoscermi! Sai che forse però me lo creo un mio alter ego virtuale, con tanto di naso alla francese e culo alla brasiliana...in un'altra vita potrei riuscire a trovare un lavoro che mi dia la motivazione per alzarmi al mattino (e i soldi per l'affitto) e magari un uomo che mi voglia bene sul serio (che mi ami?) e che non fugga dopo le due canoniche s... Io.

 
Alle 10:35 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Io ci ho provato due volte per mera curiosità.
Ma in entrambi i casi una specie di guru nel bizantinismo del suo "script" ,mi ha licenziosamente redarguito con l'etichetta d'essere insufficientemente dotato...
E quì traggo conferma nell'immortale saggezza di taluni detti.

Il calzolaio và in giro sempre con le sue amate suole bucate.

 
Alle 12:06 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Non sono abituato a lasciare commenti nei blog sconosciuti. Però ragazzi...!C'è uno che "in"calza ruoli, l'altro che è tra i primi del paese a godere di tecnologie (!); certo è che se il problema di voi qui è quello di trovare un locale dove bere il bicchierino a notte fonda credo che il vostro sia un clan di personaggi poco presenti a sè stessi e un pò lontani dalla realtà. Ma come vivete e DOVE? Io ho un bambino dolcissimo che non riesco a vedere mai perchè torno a nottefonda dal lavoro e metto la sveglia dopo 3 ore solo per stare con lui a colazione e vederlo uscire di casa. Poi mi rimetto a dormire, assonnato ma felice. La mia più grande gioia è vederlo sorridere appena sveglio; quando alcuni di voi si staranno dannando alla ricerca di un "bicchierino"(!) tra amici free lance, io mi sveglio e ringrazio il creato di dormire in 3 in una stanza firmata Mondoconvenienza e di avere solo 41 anni. E certe volte alle 3 del mattino quella Marlboro la fumo con la mia donna mentre guardiamo F. che sogna.
Vi annoiate perchè siete soli.Tutto qui.
Auguri.

 
Alle 12:25 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Incalzare ruoli è complesso da comprendere probabilmente, dopo indossare ti aspettavi calzare?

Incalzare, nel senso di correre dietro, gestire affannosamente.

Forse hai letto con poca attenzione i post,oppure ci siamo espressi male, stiamo dicendo quello che scrivi, pensiamo le stesse cose.

Forse tu, nelle tue 3 ore di sonno sei il piu' fortunato, perchè vedi, in fondo hai ragione, sei pieno di cio' che ti bisogna è con te, in te e pensa solo a te. Mentre F sogna.

 
Alle 12:29 PM , Blogger giorgia ha detto...

nicc vai a londra, li almeno un indiano che ti procacci un kebab alle 5 del mattino lo trovi sempre!

 
Alle 12:56 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Caro anonimo, papà innamorato:-) Il problema non è la noia, forse il contrario, l'impossibilità di esprimersi...ognuno sceglie il suo modo di vivere e non credo sia da condannare se, in modo onesto, "sceglie" di non avere un compagno/a di vita e dei figli e passeggia per le strade notturne della propria città alla ricerca di luci e diletto...la riflessione verteva sul cambiamento (in peggio?) della vita mondana e del volto delle città che un tempo, di notte, facevano da contesto alla "creazione artistica", accogliendo, ubriacando, coccolando chiunque ne volesse prendere parte...argomento futile per chi si fa il culo per mantenere le persone che ama e che lo amano? Probabilmente sì...ma qui, ti assicuro, il culo ce lo facciamo tutti...anche se forse vorremmo più fermento e meno divieti...ma, su una cosa hai ragione, siamo soli o comunque pochi. (Io)

 
Alle 2:01 PM , Anonymous stefano ha detto...

Anonimo occhio che il fumo passivo fa male al tuo bambino. Quella Marlboro, dico.

 
Alle 2:03 PM , Anonymous stefano di torino ma non sta più a torino ha detto...

e poi tutti a Torino, che ai Murazzi una birra te la danno sempre.

 
Alle 2:39 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

"Io non ho mai chattato con nessuno se non per lavoro.." e allora quando chattavamo in Meetic e ti chiamavi nicc70 fino all'autunno scorso che facevi??? lavoravi con me?!!!

 
Alle 4:09 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Che casino ste donne...
Quà tira un'aria viziata, ambiente malsano n', troppo fumo sugli innocenti. Giorgia, la "lei" del primo post sei tu, e preciso è arrivato il commento ;) Sembra che giri poco per Milano la notte, ormai alle 5 ci trovi piu' kebab che a Londra, anche se non servito da indiani, da gustare in compagnia di qualche elemento che se va bene ha un coltello a scatto da 12cm, ma sempre piu' spesso una semiautomatica con la matricola limata.

Il primo Anonimo in cima alla fila.

 
Alle 4:48 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

ehi come dicevo...vai a berlino e prega di essere rapito dagli alieni....

qui sono tutti nervosetti gli amici e... le amiche

Fatina :-@

ps.appoggio la riflessione sul fumo passivo

 
Alle 5:24 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Sono piuttosto perplesso.
Guardarsi dentro, disperato bisogno del bicchierino o del kebab alle 5 del mattino, senso della vita, figli, fumo passivo, realtà virtuale ecc…
Io volevo semplicemente dire che a Milano, e a quanto pare anche a Parigi, manca un posto decoroso dove stare tra amici per guardarsi in faccia, bere un bicchiere o sentire della buona musica. Probabilmente non so scrivere o esprimermi.
Supplico davvero gli alieni per un pronto intervento. Prendetemi, grazie.
n’

 
Alle 5:36 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

non era guardarsi dentro ma guardare dentro...nel senso che si può trovare qualche alternativa forse crearla senza affidarsi alla città...forse...vabbè come sempre mi confondi!

scrivimi da marte

fatina...ma cambierei in fatiCa se posso

 
Alle 6:23 PM , Anonymous stefano ha detto...

comunque, ora posso dirlo. Nic c'hai ragione, il problema è che forse a Milano quella roba lì non farebbe manco soldi perché la gente quella cosa lì non la cerca manco più. Purtroppo. E' che bisognerebbe crearlo. Ma a Milano per aprire un locale notturno senza essere affiliato alla camorra fai prima davvero a chiamare Marte e vedere se hanno qualche occasione là.

 
Alle 6:24 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Nicc dovresti lamentarti quando i tuoi post non creano discussioni, non quando lo fanno...anche se si allontanano dall'argomento da te scelto...è il rischio/piacere di conversare in un salotto composto da tante voci...quello che scrivi (o che scriviamo noi utenti) è un ipertesto che può aprire infinite finestre...e credo che questo sia molto positivo! La magia dei collegamenti tra più concetti che riesce a fare il nostro cervello! In quanto alle dichiarazioni/riflessioni o ai commenti sull'altrui vita personale/privata (vera o presunta) credo che tutti dovremmo astenerci in questa sede se non altro per rispetto. (Io)

 
Alle 6:53 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Stefano e "io",
concordo con entrambi.
Con te, Ste, perchè sai che c'ho pensato e quasi provato ma i problemi inattesi incontrati sono stati davvero troppi.
Con te, "io", perchè in fondo a noi checc'importa dello "OT" Off Topic, forma sgradita e poco educata della netiquette (blog, forum ecc..)e checc'importa dell'educazione, qui perlomeno. Importante, come dici tu, è confrontarsi. E non sono ironico, sia chiaro.
n'

 
Alle 11:33 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

n', dammi retta, segui la moda, prendi la prima che ti promette amore eterno, sposatela (legalmente permettendo) e inseminala, detto molto tecnicamente. Sarai padre, responsabilizzato, insonne ma di sicuro molto felice, e già che ci sei fai scorta di Marlboro ;).

 
Alle 7:25 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

"È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè, le strade son deserte, deserte e silenziose, un'ultima carrozza cigolando se ne va..." (Io)

 
Alle 10:19 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=e3k-jWMX4hE

 

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