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29 marzo, 2009



Noorda: un marchio per Milano? Impossibile, non ha più personalità
Il designer: perduti buon gusto e senso di sfida. Prevale la logica degli effetti speciali

«Un logo per la Milano di oggi? Ci ho pensato, ma non mi è venuto. Milano oggi non ha personalità», dice Bob Noorda, il maestro della grafica amica che orienta milioni di passeggeri nei tunnel del metrò. È sincero: a 82 anni non si parla per compiacere. Ringrazia il sindaco Moratti che lo ha appena risarcito, dopo lo sgarbo di un restauro in metrò che ignorava il suo storico design. «È stata gentile, ho apprezzato la sua sensibilità». Ma si intristisce se pensa alle sapienze perdute di questa città. Basta guardarsi attorno: a Milano il bello sembra legato ai ricordi, sostiene Noorda, a una stagione in cui il buon gusto veniva anche dai dirigenti d'azienda e da alcuni politici. Oggi prevale l'effetto speciale e la logica di stupire vince sul rigore e sull'essenziale, sul minimalismo ambrosiano che per anni è stato un distintivo, una scuola.

Dal Corriere della Sera, qui tutto l'articolo
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4 Commenti:

Alle 3:23 PM , Blogger io ha detto...

Difficile per me guardare Milano senza il filtro delle emozioni ma raccolgo tutta la mia capacità critica e ci provo...
"Milano ha perso simboli, personalità e senso di sfida": sintomi diffusi di una deficienza virale epidemica (non credo al mal comune mezzo...) portata dai "non luoghi" della globalizzazione, dalla sete dell'umanità di informazioni, solo immagazzinate e quasi mai rielaborate, montagne di parole e immagini da discarica e raramente biodegradabili.
C'è crisi...di idee, di stile, da anni; ricorso storico, "medioevo" del terzo millennio; tutto è già stato scritto, disegnato, pensato, composto, suonato...
Noi, figli degli anni '60/'70, figli di Munari, di Testa, di NOOrda, stiamo vivendo IN questo "neomedioevo" e privi di obiettivi adeguati fatichiamo a capirne i meccanismi e a vederne i fermenti; scappiamo dal "suo" brutto rifuciandoci nei nostri paradisi quando la giusta risposta sarebbe pensare, progettare, creare, "agire" il BELLO, preparando e preparandoci al nostro "neorinascimento".
P.s. (forse) non ho parlato (solo) di Milano...

 
Alle 11:01 AM , Blogger giorgia ha detto...

Il problema di Milano è che è impantanata, non riesce a rialzarsi e spiccare il volo, la vedo sempre meno reattiva sempre più frammentata e meno orgogiosa di sè, non ha più amore per la sua storia ma nemmeno tensione al futuro. e' una città da cui la gente se ne vuole andare, invece di rimanere e arricchirla- Io inclusa

 
Alle 10:42 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

Sapessi com'e' strano
sentirsi innamorati
a Milano.
Senza fiori, senza verde,
senza cielo, senza niente
fra la gente, (tanta gente)
Sapessi com'e' strano
darsi appuntamenti
a Milano.
In un grande magazzino,
in piazza o in galleria,
che pazzia.
Eppure,
in questo posto impossibile
tu mi hai detto ti amo,
io ti ho detto ti amo
ti amo
ti amo.
Sapessi com'e' strano
sentirsi innamorati
a Milano.
Senza fiori, senza verde,
senza cielo, senza niente
fra la gente, (tanta gente)
Eppure,
in questo posto impossibile
tu mi hai detto ti amo,
io ti ho detto ti amo.
ti amo...
ti amo...
ti amo.
ti amo. A.Testa

 
Alle 6:50 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=pblQmYNcWag

 

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