Il grande freddo

Di getto avrei scritto di scenografie da luna park, di conduttori scondotti, di stalattiti dell'Ariston appese sopra le teste dei poveri strapaganti, del nero pubblicitario fittissimo, dei giretti di do, degli arrangiamenti anni trenta, di seni sintetici, di testi assemblati col pc, di voci accademiche e della totale assenza di emozione, nemmeno una.
Poi, alzandomi a stento dal divano e strascicandomi verso la tastiera che mi aspettava per il previsto post dopo-sanremo, mi sono detto: ma chi me lo fa fare? Sono tremendamente annoiato e moscio, sparerei a zero in dettaglio su tutto e tutti come un comune giornalista ringhioso...lasciamo perdere.
Sì, lasciamo perdere anche perchè per diversi motivi io là non c'ero, non come cantante e nemmeno come autore. Che diritto ho quindi di criticare? Portiamo una cosa bella, lasciamo pure che arrivi ultima e poi, al limite, valutiamo o critichiamo quella che ha vinto. Così mi sono dimesso da questo inutile ed ingiusto intervento sicuro che l'avrebbero fatto meglio e con la stessa intenzione i giornali di oggi. Così è stato. Il vostro parere invece mi interessa moltissimo ed è l'unica vera ragione per cui pubblico questo commento.
p.s. Bravi Carlo Fava e Noa, perfetta come sempre l'orchesta, ottimo il mixer broadcast, non quello di palco a giuducare dalle innumerevoli stonature.
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