I bambini nascono juventini

Leggendo il post di Giorgia e alla vigilia del derby d'Italia, mi ricordo di un episodio della mia infanzia.
Milanese in una famiglia di interisti convinti, mi ritovai con naturale inconsapevolezza dei bimbi ad essere juventino.
Per un bambino pieno di incertezze che si affaccia sul duro palcoscenico della vita (mumble mumble...) la juve regala una piacevole sensazione di casa: la sua fama, le sue vittorie convinco l'inconscio infantile della protezione e della speranza di non perdere anche lì. Un rosso + nero sulla roulette.
La mia minaccia però si nascondeva molto più vicina di quanto pensassi: mia Nonna!!!
Grande sportiva davanti e dietro le quinte, nazionale di tennis e soprattutto terribilmente interista. Seguiva la squadra ovunque, mia mamma mi racconta di massacranti trasferte con pargoletti al seguito sulla transiberiana per vedere una semifinale di coppa dei campioni a Mosca.
Io ero Causio ai tempi se ben ricordo (non potevo sceglierne uno piu' caruccio?)e in una bella domenica di primavera ebbi la geniale idea di presentarmi alla casa di campagna di mia nonna con magliettina bianconera un po' sgualcita e di pessima fattura con scritto "Causio" a pennarello nero indelebile.
Notai per tutto il giorno una certa freddezza alla quali non diedi troppo peso anche perchè nessuno, e tantomeno mia nonna, mi fecero temere alcunchè.
Rientrato a Milano, prima di dormire, ricordo con precisione di aver pensato "Non devo farmi condizionare da tutti loro, io ho la mia precisa fede calcistica a cui non rinuncerei per nulla al mondo, al costo di sevizie o di cambiare cognome".
Il lunedì, tornato da scuola trovai sul mio letto un grande borsone nerazzurro con dentro maglia, pantaloncini, calze, tuta, accappatoio, pallone, shampoo, pettine, filo interdentale ecc...nerazzurri!!! Ed un piccolo biglietto di mia nonna con scritto "benvenuto". Ero diventato interista e pur senza grandi gioie e dolori lo sono ancora.
Questa è la storia di tanti bambini, molti di loro sfortunatamente non hanno avuto un intervento così deciso come quello di mia nonna e juventini lo sono ancora.
Per tutti gli altri, caro parentado, genitori, amici, zie e nonne, datevi da fare!
E' più semplice di quanto si pensi.
n'

7 Commenti:
Con un padre romanista che da bimbetta mi portava allo stadio a vedere la Roma, che la domenica sera teneva il muso se perdeva la Roma e tutt'intorno bisognava fare silenzio come con il morto nella bara, che mi riempiva di dolci e regali se vinceva la Roma, beh, appena un po' cresciuta, a 9 anni, nel giorno della mia Prima Comunione, ho deciso: io tifo Lazio! E da allora - di tempo ne è passato - sono laziale nelle gioie e nei dolori (più dolori che gioie) e non mi stanco di gridare: Forza Lazio!!!
Ok, domani ti faccio trovare un borsone della Juve sul tavolo.
Stefano, caro, vale solo se da juventino diventi interista.
Socio,
lascialo perdere quello lì che a Natale mi ha regalato una palla dell'inter per l'alberello.
E' troppo buono, caritatevole, altruista, devoto all'umile subordinato...non funziona!!!
A proposito: sto cercando disperatamente dei biglietti per portarlo allo stadio domenica prossima, se ti capita...
n'
per i biglietti non so, ma sto ridendo come un matto (da solo, of course, altrimenti che interista sarei)
la palla di Natale e' solo un infiltrato, si aprira' durante il derby con una foto di Moggi all'interno
Premesso che la juve è più forte, mi sento di dovere delle scuse a Stefano per la mia sicumera. Mi sorge il dubbio, in effetti, che il meccanismo del borsone sul tavolo possa valere anche se da arbitro diventi juventino; oppure può essere che anche gli arbitri nascono bambini e non hanno nonne come quella di Niccolò, oppure, semplicemente, restano bambini :-)
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