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28 febbraio, 2005

Mario Luzi



Nell'imminenza dei quarant'anni

Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.

Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...

Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.

E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.

Mario Luzi

Alessandro e il mare


Con Vecchioni ero spesso in macchina, la sua macchina.
Era una R4 azzurro metallizzato con gli interni color toscano di montecitorio.
Roberto fumava e fuma sempre il toscano e se ti trovi in macchina con lui ti trovi pure il suo ricordo che ti accompagna per giorni e settimane. Ben venga, tuttavia.
Quel giorno mi raccontò di Alessandro, quello grande che aveva conquistato tutto e che stava per finire sul suo nuovo disco "Milady".
Alessandro aveva tutto e poteva tutto con un limite ricorrente per i piccoli adolescenti: non poteva avvicinarsi alla fontana con i pesci rossi.
Viveva in una casa con giardino sterminati dove ogni cosa gli era data ma non poteva avvicinarsi alla fontana; probabilmente suo padre aveva poca fiducia nell'acqua e nei suoi possibili abitanti.
Il gioco della bellissima canzone era che proprio lui, il più grande, ormai ad un passo dalla conquista di tutto si fermasse davanti al Gange a ragionare se fosse opportuno tornare indietro.
Scelse per la sfida e l'affronto supremo e, arrivato al mare, diede ordine ai suoi soldati di entrarci con i cavalli assieme a lui, con la consapevolezza di un "non ritorno" ma la speranza di morire avendo vissuto tutto e di avere esaudito il sogno dell'infanzia.
Per certi versi, personalmente io affermo, Roberto gli assomiglia molto ma per fortuna nostra in qualche modo ha trovato sempre il sistema per tornare a riva, più consapevole di Alessandro che qui da Noi non è mica male.

ALESSANDRO E IL MARE

Il tramonto era pieno di soldati
ubriachi di futuro
fra i dadi, le bestemmie e il sogno
di un letto più sicuro;
ma quando lui usciva dalla tenda
non l'osavano nemmeno guardare:
sapevano che c'era la sua ombra
sola davanti al mare.

Poi l'alba era tutta un fumo di cavalli,
gridi e risate nuove;
dove si va, passato il Gange,
generale, parla, dicci solo dove;
e lui usciva dalla tenda
bello come la mattina il sole.
Come in una lontana leggenda,
perduta chissà dove...

E tornava bambino,
e tornava bambino,
quando stava da solo a giocare nei viali
di un immenso giardino;
la fontana coi pesci
dai riflessi d'argento,
che poteva soltanto guardarla,
mai buttarcisi dentro.

Non un capello fuori posto
mentre entrava a cavallo nel mare,
e il cuore, il cuore gli batteva addosso
come a una donna che si va a sposare;
e tutti lo seguirono cantando
senza nemmeno sospettare,
e gli andarono dietro contenti
di dover annegare.

E tornava bambino,
e tornava bambino,
quando stava da solo a giocare nei viali
di un immenso giardino;
la fontana coi pesci
dai riflessi d'argento,
che poteva solo guardarla,
mai buttarcisi dentro.

E mentre si voltava indietro
non aveva niente da vedere;
e mentre si guardava avanti
niente da voler sapere;
ma il tempo di tutta una vita
non valeva quel solo momento:
Alessandro, così grande fuori,
così piccolo dentro.

R.V.

24 febbraio, 2005

Pistola telecomandata



Questa inserzione l'ho trovata su e-bay Italia, mi pare davvero esilarante e ve la ripropongo:

FERRARI METRO GIGANTE
Qui si vede la piu grande macchina telecomandata che attualmente e' disponibile sul mercato Europeo. Un vero gigante con una lunghezza di piu di 1,13 metro. La macchina da corsa arriva a una velocita di piu di 30 km H., per mezzo della sua costruzione e la sua Turbo forza motrice. (figa! n.d.r.) Si nota subito la forza indomabile del Akku (?)del motore di questa macchina svelta. Chi la compra sara' entusiasto! (lo sono già!)

Questo modello con ruota die gomma piena e un molleggiamento, permette anche l'uso su un percorso ineguale. (meno male!) La macchina e' nota anche per la sua qualita e l'esatezza a dettaglio. Cosi attira automaticamente sempre l'attenzione di ciascuno. (che non è un dettaglio!)
Un imponente pacco l'aspetta: (sob, aiuto!)Un efficiente pistola telecomandata, (che ansia!) 16 Volt Akku per il F1 Racer con 16 Volt reticolare (?)e un Bolide (maiuscolo!)con lungezza 1,13 metro. Completamente usabile di circolazione, che aspetta solamente di presentare (?)la sua engergia sul asphalto.

Naturalmente la merce corrisponde a la Norma Tedesca, esiste anche una CE. (poco chiaro, forse fuori legge) La macchina e' nuova e impaccata in originale (?)e sara' venduta e consegnata con fattura a nome proprio.

Questa macchina da corsa e' un bel regalo per tutti i tifosi di corsa, (wow, sono io!)sia grandi che piccoli. Basta solamente sballare (?), caricare l'Akku (?????) e divertirsi a giocare. (!)

L'ho comprata!

23 febbraio, 2005

Mitì Vigliero



L'arco luminoso del Porto segna
come accento circonflesso
il confine fra la mia esistenza
e quella infinita immensità
posta al di là della lanterna.
Di notte, nere sul nero del mare,
corrono sirene di navi
forse smarrite o forse desiderose
di comunicare con chiunque che
come me
vive al di qua del faro.

Mitì Vigliero

Mitì non ha bisogno di presentazione e tantomeno mia.
Srittrice, poetessa, giornalista e cara compagna di epistole.
Però forse non tutti sanno che scrive quotidianamente sul suo blog: Placida Signora e che sul Suo Sito Personale ci sono tante altre bellissime poesie.
Quanta bella gente che si nasconde in giro.

Cerco Collaboratore/trice


Sto cercando una ragazza/ragazzo freelance-part-time ma con prospettiva di collaborazioni continuative.
Requisiti umani: determinazione, fantasia, duttilità, discrezione e tolleranza al fumo passivo :-)
Requisiti professionali: ottima conoscenza Macromedia Flash e Dreamweaver e applicativi web in genere.
Ottima conoscenza Sotware grafico Raster (Photoshop ecc.), Vettoriale (Illustrator, free hand, Corel ecc) e Impaginazione.
Grande valore aggiunto: conoscenza del software 3D (max, cinema 4d, lightwave, bryce ecc.)
Sede di lavoro: presso il mio studio in Milano (pomeriggio) e presso il proprio domicilio.
Se qualcuno fosse interessato prego inviare curriculum ed eventuali realizzazioni a: info@lapidarifactory.it
grazie

22 febbraio, 2005

Ali di gabbiano


Qualche tempo fa mi arriva una letterina della Mercedes Italia rivolta a grafici pubblicitari, art director, mostri della comunicazione, insomma "ggente troppo trend, troppo creativa, cioè haicapito, ganza!" che recitava così: Partecipa al grande concorso del millennio...descrivi il concetto: "la mia avventura con la nuova Classe A"...puoi utilizzare poesie, racconti, fotografie, disegni, cad, ologrammi, ectoplasmi, insomma tutto. Dopo un breve momento di imbarazzo intellettuale la mia memoria è volata al passato senza riscontrare grandi emozioni evocative suscitate dal suddetto autoveicolo (in realtà l'unica cosa che mi è tornata alla mente è che si ribaltava in parcheggio ma questo è un dettaglio). Contro ogni personale previsione di un atteggiamento spocchioso che mi avrebbe visto cestinare la letterina, partecipo! Non creo nulla ad hoc ma allego una serie sterminata di testi, immagini, foto, ninnoli, profumi, atti a dimostrare la mia poderosa eccletticità. Tuttavia tale operazione mi conduce presto ad un senso di stucchevolezza per le mie scarabattole. Getto tutto, ripenso al tema e scrivo solamente: "un signore certe cose non le racconta"! Firmo che non ho più nessun diritto a vita su quanto ho allegato e mi dimentico del concorso. Dopo qualche tempo, allibito dal fatto che la Mercedes non mi avesse ripetutamente cercato per telefono, fax e di persona con mediazioni d'alta diplomazia, cosa ti trovo nella casella della posta? Una copia di Vanity Fair con letterina: complimenti, con la sua partecipazione al concorso lei è stato premiato con un abbonamento pluriennale alla rivista! Ma come, io che mi aspettavo un contratto a vita, una vecchia SL "Ali di Gabbiano" mi ritrovo con un giornaletto che il mio barbiere si rifiuta di fornire ai suoi sbarbati? Hei, voi di Condè Nast, si fa per scherzare ne!
E poi a caval Donato (ho sempre pensato che si chiamasse così) non si guarda in bocca. Ora vado che devo leggere la rubrica sui ggiovani-sessolibero!

21 febbraio, 2005

Open Beach Volley


Nevica? Tutti in spiaggia, o quasi.
Il mio amico Stefano Hesse con i suoi validi soci e collaboratori hanno trasformato un sogno in realtà. La loro passione per il beach volley li ha portati a creare Open Beach, un'associazione sportiva dilettantistica che consente di giocare tutto l'anno. Corsi, tornei, formazione degli istruttori, creazione di nuovi campi.
Una vera novità sempre più popolare in costante crescita, una concreta possibilità per tutti gli sportivi propriamente detti o per quelli come me che non vogliono darsi ragione dell'arrivo dell'inverno e che guardano la neve con un certo romantico distacco.

20 febbraio, 2005

I miei amici

.
Gli amici non sono solo quelli che vedi e che senti.
I miei amici sono anche quelli che appartengono ai miei pensieri, alla mia memoria.
Quante persone non sanno di essere così presenti nella mia giornata.
I miei amici sono quello che faccio o decido di non fare, mi appartengono come una cosa cara annidata in qualche parte del cuore o della casa.
I miei amici li porto a spasso con me senza nemmeno un diritto d'autore.
I miei amici sono nel ricordo e nel probabile avvenire.

Conversazioni


C'è una ricorrente abitudine in tutti noi a domandare poco.
Come mai c'è così poco interesse a scoprire, valutare e criticare quel che fanno gli altri?
Perchè non domandiamo al nostro amico fioraio come si mantiene in vita un ficus benjamin?
Perchè non chiediamo al nostro conoscente scrittore di leggerci le ultime tre pagine che ha scritto?
Perchè a nessuno importa più nulla di quello che fanno gli altri?
Siamo tutti così sublimi e completi da non averne bisogno?
Siamo tutti così tristemente soli che l'unica boccata d'aria è il monologo amplificato?
O forse c'è il terrore di confrontarci con un talento che sembra non appartenerci?
Io continuo ad incontrare persone che vogliono solo raccontarmi le loro cose, che quando si violentano nel farmi una domanda non ascoltano e stanno già pensando a cosa dirmi dopo: non ne vorrei più sapere, mi negherei alla morte.
Questo è il frutto del gelido individualismo del nostro tempo che mi pianta un nodo in gola e mi fa sentire solo.
Quanti salotti dovrei ancora spupazzarmi per tornare a casa senza idee?
Molta di questa gente, l'ho visto, possiede un valido talento e fa di tutto per nasconderlo dietro ad un banale intrattenimento da saloon, non è dato di metterlo faccia a faccia con il mio, tuttavia così incerto, dichiarato, naturale e consapevolmente ordinario.
Si gioca ad armi ìmpari ed io mi annoio.

19 febbraio, 2005

De La Guarda


Io non capisco, ho vissuto così bene questi ultimi anni senza andare a vedere quasi niente: ne' concerti, ne' teatro, ne' cinema, ne' convegni. Anzi spesso dall'alto del mio prestigioso quasi anonimato, declinavo inviti che mi vedevano acclamato protagonista o gradito ospite.
Stavo così bene che godevo veramente di quello che mi perdevo. Come diceva GG: oggi mi sono perso carmelo bene, domani mi perdo lavia...che goduuuria!
Aveva proprio ragione GG. Comunque da qualche tempo esco dalla tana e vado in giro.
Porto in giro una faccina che quando mi vedono lo so che pensano: "ma che casso c'è venuto a fare questo, qui?" Io nicchio, guardo a terra e mi appresto ottimista allo spettacolo di arte varia. Però in fondo in fondo al cor sento che faccio bene, tutto ciò ha una sua precisa valenza psico-somatica. Intanto vedo cosa fanno gli altri, fumo duecento sigarette in meno grazie al simpatico Sirchia, mantengo oliate le valvole della mia macchinetta e sopratutto mi accorgo di quanto sia bella la mia casa. La casa intesa come tana, con tutte le cose e le persone che la vivono, la attraversano e che la dipingono come una tela. Talmente bella questa gente che mi può davvero portare dappertutto e vedermi felice. Io posso permettermi di essere in un posto brutto con delle persone belle e stare bene. Stasera, per esempio, sono andato a vedere i las guardas, la guerda, la grada, insomma quelli lì che saltano con le corde appesi per aria. C'erano un sacco di lucette colorate, 20 Hertz a 140db costanti nella pancia, un sacco di gente attonita col torcicollo che guradava per aria. Uscendo qualcuno appropriatamente commentava distaccato: "E' la perfetta rappresentazione della società d'oggi".
Quello che davvero ho trovato sconcertante è che il pubblico, a differenza dei bravi atleti-acrobati-teatranti completamente in balia di funghi allucinogeni sudamericani, non era affatto similie a loro bensì anonimi cuccioli borghesi ed astemi un po' in imbarazzo. Concludo con un'epica intuizione: la gente va a vedere qualunque cosa, a prescindere dalle proprie radici o curiosità. C'è un morboso desiderio di essere in giro, di succhiare come formichieri da quella cosa o da quell'altra ma non da casa. Lo stesso morboso bisogno che ho io di restare a casa o di lasciar casa con le persone che mi emozionano perchè hanno almeno una radice in comune a me. Lo stesso morboso bisogno che ho di perdermi qualcosa di inutile. Magari anche tutti gli altri erano lì con il mio stesso spirito ma siamo sinceri, ce l'avranno una casa? Con affeto ed ironia, grazie a chi riesce a stanarmi!

17 febbraio, 2005

L'apparenza inganna


Esco ora dal Teatro Manzoni con un leggero sospetto di avere investito male le mie ultime tre ore. Neri Marcorè è uno che mi ha sempre ristorato e dilettato la mente. L'ho visto per anni trasformarsi in personaggi incredibili a fianco di Serena Dandini in trasmissioni intelligenti, l'ho visto parlare di libri e lettura in una bellissima e semplice trasmissione impopolare della rai, l'ho visto recitare al cinema, pure con Pupi Avati. Sempre, e dico sempre, con personale soddidfazione. Ma anche Neri, come molti, non resiste al fascino del teatro-tournee-gente vera-camerini-biacca, tutte le sere che il dio del palco manda in terra. E' un noto fenomeno psicologico che colpisce inesorabilmente i grandi artisti costringendoli, a volte all'apice del successo economico e della popolarità cine-televisiva a smazzarsi stremanti turni di prove fra le assi del palcoscenico. Ma il soggetto vale? Possibile che non ci sia un testo comico inedito di valore? Tutto ciò mi intenerisce per determinazione e vocazione del'attore ma non mi trattiene dall'ammettere che se questa sera Neri fosse stato in diretta su qualche televisione travestito da Figlio di Piero Angela, io sarei rimasto volentieri a casa. Spettacolo abbastanza inutile soprattutto per chi ha già visto il film con Depardieu. Bravi gli attori: oltre a Marcorè, grande Ugo Dighero.

08 febbraio, 2005

Agente Speciale Claudia Mori


Sono anni ormai che assisto incredulo a questa burrascosa storia d'amore tra Celentano (ovvero il suo Agente Speciale Mori) e la Rai. All'ennesima puntata di tale stucchevole telenovelas a sfondo erotico-ossessivo mi accorgo che avvengono sempre gli stessi fatti: si corteggiano, si accordano, si mandano a culo, si riavvicinano, mediano, ingombrano le sale del Tribunale e via discorrendo.
Ora, data la mia poca fiducia attuale nella serietà della nostra Televisione di Stato, non vorrei perdere pure quella che riservavo al noto cantante milanese.
Caro Adriano, se vuoi dire quello che ti pare, invitare chi ti pare, stare zitto per ore, fare vedere le copertine dei tuoi dischi, sei proprio sicuro di essere andato nel posto giusto? Se per te è tanto onorevolmente importante dire le cose come sono, perchè non ti "compri" uno spazio su qualche altra rete meno remunerativa?
Perchè non vai, come già fecero Luttazzi, Grillo, Rossi ecc. sul satellite? Comprendo, forse non saremo in moltissimi a poterti vedere ma almeno questa tragicomica farsa con la Nostra Benemerita Televisione di Stato avrebbe una fine. Insomma, tu che hai quasi tutto e mezzi quasi illimitati trova una giusta sede per "fare i tuoi giochini senza chi te li rompa" e soprassiedi per una volta sui contratti billionari. Noi, salvo impegni, ci saremo.

05 febbraio, 2005

Carlo Fava


Carlo è un mio amico, abbiamo scritto canzoni per lo stesso album di Ornella Vanoni: Argilla, prodotto da Beppe Quirici e Paolo Fresu. Rappresenta alla grande la possibilità di scrivere e cantare delle belle cose non necessariamente strutturate per un commerciale mordi&fuggi tanto amato da certa discografia. Sul sito sono presenti anche download mp3.
Ha pubblicato recentemente un bellissimo disco: "L'uomo Flessibile" con annesso spettacolo teatrale attualmente in giro per l'italia. Sono stato a sentirlo al Piccolo di Milano e tornerò alle diverse tappe previste nei prossimi giorni alla "Salumeria della musica" di Milano: consiglio passionatamente.
La produzione artistica è di Beppe Quirici per "Cose di Musica" di Adele di Palma. I musicisti: Beppe Quirici, Dario Faiella, Diego Baiardi, Vittorio Marinoni con molti ospiti tra cui Massimo Bubola, Patrizia Laquidara ecc.
Pare poco, Miei Signori?

02 febbraio, 2005

C'è sempre un inizio

Benvenuto Blog, chissà se nascerà una storia d'amore tra me e te o se ci lasceremo di spalle senza nemmeno una parola. Io comincio in buona fede e così spero di te.