Tintarella domenicale

Avevamo la rara possibilità di dare un istante di respiro alla nostra libertà.
Il referendum è questo, a prescindere da quel che si vota. Una piccola, remota speranza contro un regime sempre piu' evidente.
E invece no. Non abbiamo avuto tempo di studiare le domandine? O forse ce le hanno spiegate male e avevamo paura di essere rimandati? o siamo così saggi da temere di nuocere al paese per via della nostra ignoranza? O magari eravamo spaparanzati come leoni marini al sole pieni di frittura mista?
Valiamo davvero poco: siamo imperatori della lamentela da poltrona. Ben ci stia!
Sono amareggiato, anzi disgustato.
n'

4 Commenti:
Sono andata a votare oggi a mezzogiorno, in un deserto che pareva ferragosto.
Le domandine, per chi si è presentato al seggio senza troppa cognizione di causa, erano davvero criptiche quanto un'incisione in sanscrito. Ma in questa circostanza penso andasse bene pure disegnare fiorellini e farfalle, sulla scheda, purché rimanesse un brandello di coscienza civica da salvare e difendere.
Ho votato quattro sì, pur non condividendo appieno diversi aspetti sostanziali della materia in questione. Ma è fuor di dubbio che i quattro sì fossero sacrosanti, democratici, sensati. Certe leggi devono esistere anche senza che io me ne serva mai o sia d'accordo con la loro stessa esistenza. Un po' come la legge sull'aobrto: personalmente non abortirei neanche se concepissi un figlio in seguito a uno stupro, ma che nessuno si azzardi a toccare o rivedere la legge 194... E' una questione di rispetto sostanziale del prossimo, di chiunque indistinto prossimo si tratti. E' una questione di libertà e di partecipazione.
Ah, Giorgio, quanto ci manchi...
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia...
Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente
nel regno dei cieli non vorrei ministri
né gente di partito tra le palle
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle...
Io se fossi Dio
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione...
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali
quegli altri non li capisco
mi spavento, non mi sembrano uguali...
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento
cioè solo l’immagine del grande smarrimento...
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio
non mi interesserei di odio e di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono.
E allora
va a finire che se fossi Dio
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io.
Grazie.
Il Post di Maria è tratto da:
"Io se fossi Dio" - G.G. 1980
www.giorgiogaber.org
n'
neanche il presidente di seggio aveva capito cosa stesse facendo
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