Alda Merini

foto: Leonardo Onetti Muda
"Milano mi ha delusa, me ne vado, mi sento prigioniera.
Come si fa a trattare così una persona che vive di poesia e che dona poesia? Circondarla d’indifferenza, soffocarla nel degrado, rinchiuderla nella sua casa, sottrarle la soffitta della memoria?
Non riesco più a scrivere, a trasferire in parole le mie emozioni. Per questo sto pensando di lasciare Milano.
Un angolo ormai senza più cuore. Chiudono le piccole botteghe, gli artisti se ne vanno, tutti si ritirano nelle quattro mura di casa. Questo per tanti motivi: insensibilità, incuria. E poi i nuovi padroni: hanno stravolto il quartiere, vogliono fare solo affari. Ma i Navigli sono nati poveri, sono stati il rifugio di pittori, poeti, artisti. E’ la sua anima più profonda, che non può essere stravolta.
C’è l’indifferenza di persone travolte dalla frenesia quotidiana.
Nessuno conosce più nessuno; nessuno parla più con nessuno".
Alda Merini
dal Corriere della Sera di oggi.
Dolce Alda,
non aggiungo nulla, superfluo.
Solo ti raccomando di comunicarci il nuovo indirizzo che, come diresti tu, "appena ci crescono le palle" ti raggiungiamo ovunque tu vada.
n'
2 Comments:
Ma... un'altra delle tue innumerevoli amanti ??!!
PORCO!!! TRADITORE!!!
Non ho amanti, solo amori.
n'
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