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02 aprile, 2005

Karol



Quando saremo sulla riva d’autunno
esploderanno timore e amore nelle loro opposte brame:
il timore bramando il ritorno a ciò che una volta fu vita
e lo è ancora
l’amore bramando inoltrarsi verso Colui in cui la vita trova tutto il suo domani.
E in noi che guardiamo verso la riva d’autunno
si scatena la lotta lungo la spaccatura
che ogni uomo porta in sé.

Karol Wojtyla

3 Commenti:

Alle 9:52 AM , Anonymous Placida Signora ha detto...

E' stata proprio questa sua profonda "umanità", il fatto cioé che apparisse più Uomo che Papa, che lo ha fatto amare tanto.

 
Alle 2:57 PM , Anonymous gaia ha detto...

Mi piaceva la sua ironia anche nei momenti più difficili. Mi piaceva il suo sorriso e i suoi occhi intelligenti e sereni che mostravano quello che c'era nel suo cuore: allegria, anche se c'era dolore. Ha provato ad insegnarci che la sofferenza non è vana ma ci aiuta a diventare più forti. Impariamo allora a sorridere di più e portiamo un po' della nostra allegria.
Gaia

 
Alle 3:13 PM , Anonymous valeria ha detto...

Che pensiero semplice, spiazzantemente vero e sofferto. La spaccatura che ogni essere porta in sè, il suo bagaglio di amore e timore.
La paura, la nostalgia, la contraddizione, l'anelito verso qualcosa di più grande e insieme l'umana limitatezza di voler rimanere ancorati al noto e al terreno.
Sì, è stato Uomo, sempre, prima che Papa. Di un'umanità viscerale e autentica, guizzante e gioiosa.
Voglio ricordarlo in tutte le mille immagini dei suoi baci dispensati ai bambini. Voglio ricordarlo in un gesto tanto in apparenza retorico e logoro, quanto in vero umanissimo e al contempo spirituale.
Dev'esserci sempre stata una lotta viscerale, lungo la spaccatura che anche lui portava in sé...

 

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