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10 aprile, 2005

Avanti il prossimo



Qualcuno mi racconta che fanno i più giovani?
Io non capisco e non conosco; vado ripetendo da anni che dovrebbero essere la nostra speranza.
La nostra generazione, parliamoci chiaro, non ha combinato un cazzo, quella prima meno ma con più comunione ed oggi con consapevolezza di fallimento. Mica poco.
Pochi sono gli attuali riferimenti culturali, genitori dispersi per mondi di sapone, politica del "tranquillo, in qualche modo si farà".
Ma erano gli anni del tranquillismo, del lavoro facile a chi il lavoro l'aveva già, della milano da bere, ed io che potevo capire, imparare, assumere o fare mio di tutto questo? Si chiamava Socialismo...ma scherziamo davvero?
Nulla, sempre più nulla. E da lì la ricerca disperata di qualcosa di vero, un contatto umano, un'idea sempre più in estinzione mentre sembravano piovere facili dollari dal cielo. Il mondo si gonfiava di niente mentre ci preparavano il disastro. Perfino l'arte sembrava stare bene.
Speravo e confidavo, spero e confido nelle nuove generazioni così libere di sbagliare e di decidere, a differenza di noi accerchiate da mille strumenti per la comunicazione. Invece mi appaiono molli, racchiuse, distratte, peggio di noi. Comunicano solo minchiate al videofonino a caro prezzo, così banalizzando.
Non sono tutti così, lo so bene, ci sono anche quelli tosti che guardano avanti o non hanno il lusso di guardare indietro. Allora fatevi vedere.
Datemi un segno, vi prego: infanti, ventenni, mamme, nonne, raccontatemi quello che fate, ditemi che fate qualcosa!
Non possiamo sederci così su allori spinati di bachelite, il tempo ha un valore a prescindere da quello che ci è destinato.
Tirate fuori le palle, piccoli cuccioli sfigati, gridate al mondo senza timore cosa vorreste cambiare, raccontate le vostre idee, create una squadra e portatela per strada. Venitemi a chiamare che vi regalo delle magliette com il logo che avete scelto, vi porto la borraccia e vi suono le vostre canzoni.
Non fatemi invecchiare col dubbio che siete davvero piccoli cuccioli sfigati come noi, fatevi vedere, andate fuori. Vi giuro che ci sarà ancora qualche vecchio rimbambito a farvi il tifo, a proteggervi, a facilitarvi il passaggio, a chiedervi un consiglio.

17 Commenti:

Alle 1:05 PM , Anonymous Paola ha detto...

Che argomentino leggero! Ci vorrebbe una tavola rotonda di qualche mese...per affrontarlo almeno in parte. Velocemente (non abbiamo più neppure il tempo per pensare), io non so se siamo della stessa generazione. la prima volta che ho visitato questo sito, la prima impressione è stata che fosse di un giovane sbarbatello!, con tutto da dimostrare e comunicare. E lo credo ancora! Non conosco bene i giovani di oggi, ma personalmente li trovo belli, vivi e colorati.
Hanno le loro idee, che non sono le nostre ma non per quasto sono privi di principi. Sono carini da vedere, anche esteticamente. Forse perfino meno conformisti di "noi"(?), vestono più liberamente e si colorano dai capelli, alle scarpe. E con mio stupore si impegnano perfino in politica: bello vedere in una realtà locale come la mia un gruppo di ventenni al "tavolo delle trattative" con i colossi, a volte consumati,della politica. Combattono per l'ambiente e per il loro futuro, che sentono, precario.
Certo vivono anche di banalità, perché noi no??? Siamo continuamente bombardati da frivolezze e concetti inconsistenti, il sistema ci distrae, è il benessere raggiunto che in generale ci fa sedere. Ma loro si parlano, virtualmente se vuoi, ma forse molto più di noi allora. Comunicano, e ne sfruttano tutti i mezzi.
Io questi giovani non li conosco, ma li vedo bene! Ed è bello sentire che ci sono giovani come te, che si mettono a disposizione.....
Paola

 
Alle 5:10 PM , Blogger maria963 ha detto...

Non credo che i "giovani" a cui si riferisce Niccolò, siano quelli della sua (e credo non molto lontana dalla mia) età.
E... purtroppo gli dò ragione.
Ma, in parte non posso che farne una colpa a quelli della nostra generazione che, evidentemente, così presi dall'inseguire sempre i propri ideali (senza mai davvero raggiungerli), non siamo riusciti a trasmettergli molto di utile.
Mi viene in mente "la mia generazione ha perso" di Giorgio Gaber... ma anche "Non insegnate ai bambini".
Non sono d'accordo con Paola quando dice "loro almeno comunicano, anche se con cellulati ecc...). Non sono d'accordo perché è una comunicazione falsa. Vivo della multimedialità (anche per lavoro), ma ne ri-conosco anche i limiti. Un conto è usarla come "mezzo", altro discorso è quando diventa il "fine".
Purtroppo vedo anche tanti della "mia" generazione finire nella stessa ruota.
Chiariamoci: uso internet, cellulari, email, ecc... in modo continuativo... ma sono solo un mezzo per accorciare le distanze, accorciare i tempi, quando è necessario. Per "comunicare" davvero, però, c'è bisogno di "avere tempo"; guardarsi negli occhi, toccarsi; provare emozioni per una canzone uno vicino all'altro, tanto che, se stai in silenzio, senti il "battere del cuore dell'altro".
I giovani d'oggi, alcuni, io li trovo molto svegli nel muoversi in questo mondo tecnologico... ma molto lenti e poveri nelle idee, nei sentimenti, nel "perdurare delle cose". Nulla che abbia bisogno di tempo, di costanza, li "tocca".
La nostra generazione spesso si è persa dietro queste cose, tanti si sono "infognati" e tanti hanno finiti per usarla come "etichetta". Ma trovo che c'era una più alta percentuale di entusiamo, di passione... quella vera che non dura una settimana, ma dura una vita e supera qualsiasi barriera.
Poi, come dice Giorgio, forse abbiamo perso... e i giovani d'oggi perderanno meno (alcuni, ripeto, altri sono già depressi dalla nascita). Ma io credo che alcuni di noi, almeno, non abbiano perso qualcosa di molto importante: noi stessi.

 
Alle 5:32 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Che lusso avere nel mio salotto virtuale interlocutori tanto generosi ed attenti al vero senso delle parole, delle gioie e delle inquietudini talvolta offuscate da un pò di rabbia passionale, ovvero Amore. Grazie Maria per le tue parole molto più chiare e consapevoli di quelle che stavo per scrivere in risposta a Paola che pure ringrazio per l'assidua speranza che io cominci finalmente a dimostrare e comunicare qualcosa.

con affetto
Il giovine sbarbatello n'

 
Alle 6:50 PM , Anonymous valeria ha detto...

Mi è difficile esprimere considerazioni sui giovani, per due imprescindibili motivi. Anzitutto perché ho trentaquattro anni, ma sono ostinatamente convinta di essermi fermata a sedici. Ne avevo sedici ieri, ne ho sedici oggi, ne avrò sedici nei secoli dei secoli. In secondo luogo perché sono mamma di due ragazzi, di sedici (guarda caso...) e quattordici anni, e - per fortuna o per condanna, non so - non riesco a sentirmi poi così distante da loro. Per me essere giovane e trasmettere a mia volta ai ragazzi un qualche senso ultimo di questa età così movimentata e brulicante, significa anzitutto travasare passioni. Per osmosi, per contatto, per esempio, per sfida e per gioco. Aprire il cuore e la mente alla possibilità di fare tutto, di credere nei viaggi e negli ideali più azzardati. Realizzarli o meno resta secondario. Mi sono sempre sentita una pura incubatrice delle loro vite, mai una radice non estirpabile a impedirgli il volo. Mi sento un po' prestigiatore, un po' piazzista che espone la sua merce chiassosa e ammiccante, e attende acquirenti. Io offro binocoli e cannocchiali sul mondo, ma gli occhi che guarderenno lì dentro sono i loro. I miei ragazzi vivono in una casa piena di gatti, di libri, di musica, di chitarre, di amici e amiche in migrazione perenne. I miei ragazzi disegnano fumetti, suonano strumenti indiani e usano il microonde. I miei ragazzi si trasformano in traslocatori e raccoglitori di kiwi, per accumulare la somma necessaria all'acquisto di una nuova Gibson. I miei ragazzi mi vedono far tardi la sera con le amiche o lavorare in mezzo ai libri per giornate intere, senza neanche alzare la testa. I miei ragazzi si chiudono in camera per stare da soli, quando hanno voglia e bisogno di sentirsi arrabbiati col mondo intero. E anche con me, cosa sana, che non guasta affatto.
Io credo che la speranza migliore per non crescere generazioni di piccoli cuccioli sfigati resti l'orizzonte di libertà e di possibilità che siamo in grado di offrir loro, offrendo tutto questo a noi stessi, ancor prima.
Mostrandogli lo stupore e l'incanto di ogni cosa, insegnando loro i trucchi per schivare la noia, forse il nemico più temibile. Ricordando che la felicità è una porta che si apre dall'interno.
C'è un matto che passa giornate intere alla finestra, a due passi da casa mia, urlando tutto quel che gli scorre per la mente. E il più delle volte dice cose mica insensate. I miei ragazzi e io stiamo spesso ad ascoltarlo. E' un poeta capovolto, stralunato e cubista.
Uno che si dispera perché "...guarda, guarda, a Milano i gabbiani come volano bassi, mezzi morti, con le ali imbrattate di gasolio. Guardali...". Uno così capisce e percepisce senz'altro cose che a noi sfuggono maldestramente. Vedere come i miei ragazzi riescano a cogliere d'istinto la lirica di tutto questo e a goderne mi fa essere semplicemente contenta, mi fa pensare che come incubatrice non devo essere stata poi così male.

 
Alle 7:05 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Evviva!
Mi sento rassicurato e pronto ad una distribuzione capillare di binocoli.
n'

 
Alle 7:12 PM , Blogger maria963 ha detto...

Carissima Valeria,
certamente non sei stata male come incubatrice... di sogni! E te lo dico con tutto l'amore per "il sogno" che chi ama Vecchioni come me, può certo conoscere e capire.
I tuoi ragazzi... sono certamente eccezionali! Ma quanti ce ne sono così? E hanno davvero un futuro "degno loro" in questo mondo dove il tempo per fermarsi a "sentire un vecchio pazzo che grida dalla finestra" (verità inafferrabili ai più) non c'è più?
Non so quanto tu conosca Vecchioni (e so che Niccolò mi perdona volentieri se continuo a citarlo), ma le sue "i pazzi sono fuori" e "canzone per Alda Merini" io le amo profondamente... e probabilmente molti mi considerano "pazza" per questo.
Oh si, abbiamo perso anche noi e anche noi abbiamo fatto i conti con il vederci passare davanti e esser calpestati da chi "non ha avuto tempo" per tutte le "nostre fregnacce".
Ma trovo, come dicevo nel post precedente, che oggi sia ancor peggio.
Ti auguro di avere sempre 16 anni... o meglio ti auguro di crescere d'età a fianco dei tuoi figli... ed avere sempre lo stesso entusiasmo che hai oggi. Ti auguro di non accumulare troppe "cicatrici" che, come qualcuno dice, ti rendono "brutto" esteticamente e forse per qualcuno anche "interiormente". Ti auguro che la gente che passa senza fermarsi ad ascoltare quel "vecchio pazzo" non ti faccia mai "crescere in fretta"...
perché nel mondo abbiamo tanto bisogno di sedicenni come i tuoi ragazzi e come te!

 
Alle 8:06 PM , Anonymous Paola ha detto...

Anch'io mi sento sedicenne!!! Grande Valery, siamo in sintonia e mi piace sentire anche te così ottimista sui giovani d'oggi (sarebbe "interessante" sentire anche loro....). Sono freschi, intraprendenti e attivi. A modo loro se vuoi, ma colgono, ascoltano e hanno spirito critico. E soprattutto non si perdono in "seghe mentali" (perdonate il temine) come facevano i "nostri" giovani, e come tutt'ora facciamo noi?
E Maria. Ti ringrazio per la risposta, la ritengo sicuramente valida per alcuni aspetti e la apprezzo, anche se-purtroppo-percepisco un non so che di rimpianto misto ad insoddisfazione. E poi PERDONAMI, ma le citazioni continue....neppure i giovanissimi le fanno più:-)))) Non odiarmi, c'é già Niccolò che non mi sopporta più e fraintende le mie affermazioni.
Grazie donne, al solito siamo sempre noi aperte, acute e pronte a metterci in discussione!
Una femminista mancata:-), scherzo....
Paola

 
Alle 8:35 PM , Blogger maria963 ha detto...

Di che perdonarti cara Paola?

Le citazioni i giovanissimi, credo, non le fanno ancora... e cosa dovrebbero citare? e in quali versi si dovrebbero ritrovare? ;-)

Sul "femminista mancata"... io invece non scherzo mica... e me ne approprio... se a quel "femminista" vogliamo dargli il senso primario del termine... quello della lotta di quelle donne dentro quella fabbrica quell'8 marzo...
o di tutte quelle donne che hanno lottato per decenni per essere considerate davvero "donne" e non solo le "femmine dell'uomo".

Mi distanzio, invece, completamente dall'uso improprio che si è fatto del termine quando "femminista" diventò un'etichetta... per dire "contro il maschio"... o ancor peggio da quelle donne che oggi trascorrono l'8 marzo nei pub di spogliarelli di uomini... in quanto non hanno capito proprio un cazzo (perdonatemi il termine) e "sporcano" tutte le lotte di quelle donne che non volevano la "donna oggetto" o come "essere inferiore mentalmente".

A queste ultime non posso che dedicare (tanto per continuare con le citazioni) "non sono più femministaiolo militante e non sopporto le vostre donne liberate con cui voi discutete democraticamente"

 
Alle 12:14 AM , Anonymous valeria ha detto...

Grazie a Paola e a Maria. E anche allo sbarbatello che ci ospita nel sauo salotto buono, va'... Thank you dad, thank you mom, God bless you! Bene, quanto a ringraziamenti ho pure pronto il discorsetto per l'Oscar.
Forse è vero che, se interpellati, i miei poliedrici ragazzi non diffonderebbero nell'aere il mio stesso entusiasmo. Però spero davvero di trasmettergliene il più possibile, anche per telepatia, o nel profumo di qualche intruglio culinario che quotidianamente gli propino.
Maria, anch'io amo Vecchioni. Come non potrei? Il mio liceo è stato il Beccaria, e le sue canzoni cartoline puntuali della mia esistenza, di quelle da attaccare al frigo con le calamite.
Raccontavo "i miei ragazzi" anche, soprattutto, perché mi sento proprio come "le sue tagazze", quelle che se ha cercato di fregarle il tempo, hanno fottuto il tempo con l'amore... O comunque con qualcosa che tenti di somigliarli il più possibile.

 
Alle 12:19 AM , Anonymous valeria ha detto...

Volevo scrivere "suo" e "ragazze".
A quest'ora il refuso più bieco si impadronisce di me. Sorry.
Quanto all'8 marzo concordo pienamente. Di solito io mi blindo in casa, per evitare le orde di assatanate in libera uscita per quell'unica sera. Se fossi un maschio mi spaventerei mica poco! Anche perché quel giorno la marea trascina a riva di tutto...

 
Alle 12:50 PM , Anonymous Paola ha detto...

Whow, donne scatenate! Stiamo occupando lo spazio al povero "unico" maschietto del gruppo... con discorsi proprio nostri. Ci stiamo riapprpriando troppo del nostro ruolo?:-)
Solo un grazie a Maria per non essersi infuriata con me, e per dirle che mi sento anch'io -allora- femminista, nel senso che hai espresso e anche nell'altro (dei festeggiamenti!)...Perché credo che tutto si evolva, nel bene o nel meno bene, talvolta perde un pò di significato se vuoi, ma ritrovarsi l'8 marzo, anche con leggerezza, è un modo per ricordare per chi lo sente...e per parlarne magari. E mi commuovo perfino, vedendo folti gruppi di anziane signore mangiarsi la pizza-bellissime- che non escono mai, e non si incontrano mai se non nel consueto, ormai storico e prezioso appuntamento dell'otto marzo. E' la nostra festa, anche se è stata massificata, privata dell'originario significato, "sputtanata"... Ma ormai quale ricorrenza si è salvata??? Non dovremmo allora neppure più festeggiare il natale, la festa della mamma, del papà...Comunque contarissima anch'io allo spogliarello, mai visto uno e neppure ci tengo. E adesso vado a mangiare!
Buona giornata alle mie donnine...

Paola

 
Alle 2:15 PM , Anonymous La Vale ha detto...

Intanto rifletto, è la prima cosa che cerco di fare, rifletto proprio sul mio posto, ci rientro nei giovani? ci sto ancora? non fra i teenager a giudicare dal numero dei miei anni che non termina più con quella "desinenza", però probabilmente ancora ci rientro, probabilmente perchè ancora studio, perchè non ho un mutuo, perchè ancora qualche volta mi ubriaco o forse solo perchè nei negozi capita ancora che mi diano del tu.
Cosa fanno non lo so, molte volte mi fanno rabbia, molte volte mi vergogno per loro, so cosa faccio io, io ascolto, io domando come avessi ancora tre anni, io forse sogno però non mi coloro, non mi coloro (ne capelli ne scarpe a dire il vero) e non rendo il mio aspetto "contro a tutti i costi".
Cerco di crescere, restando con una mano attaccata al seggiolone, cerco di modificare le piccole ipocrisie, cerco di insegnare a mia madre il consumo critico, cerco di inseguire qualcosa, consapevole del fatto che la tenuta da corsa non è fatta di capelli blu e borchie.
I giovani d'oggi sono i figli dei giovani di ieri che se ci penso bene ancora ne avrebbero di passi da fare per crescere...

 
Alle 2:16 PM , Anonymous La Vale ha detto...

Intanto rifletto, è la prima cosa che cerco di fare, rifletto proprio sul mio posto, ci rientro nei giovani? ci sto ancora? non fra i teenager a giudicare dal numero dei miei anni che non termina più con quella "desinenza", però probabilmente ancora ci rientro, probabilmente perchè ancora studio, perchè non ho un mutuo, perchè ancora qualche volta mi ubriaco o forse solo perchè nei negozi capita ancora che mi diano del tu.
Cosa fanno non lo so, molte volte mi fanno rabbia, molte volte mi vergogno per loro, so cosa faccio io, io ascolto, io domando come avessi ancora tre anni, io forse sogno però non mi coloro, non mi coloro (ne capelli ne scarpe a dire il vero) e non rendo il mio aspetto "contro a tutti i costi".
Cerco di crescere, restando con una mano attaccata al seggiolone, cerco di modificare le piccole ipocrisie, cerco di insegnare a mia madre il consumo critico, cerco di inseguire qualcosa, consapevole del fatto che la tenuta da corsa non è fatta di capelli blu e borchie.
I giovani d'oggi sono i figli dei giovani di ieri che se ci penso bene ancora ne avrebbero di passi da fare per crescere...

 
Alle 2:22 PM , Anonymous Placida Signora ha detto...

Ho smesso da tanto tempo di porre e pormi domande sul perché di certi comportamenti. Mi limito ad attendere che in qualche modo si modifichino, diventando finalmente (più o meno) adulti. Al massimo suggerisco (solo dietro richiesta precisa), ma sottovoce, dolcemente, piano piano.

 
Alle 2:22 PM , Blogger Niccolò ha detto...

la pensiamo uguale.
Chissà se è un bene o un male?
n'

 
Alle 2:25 PM , Blogger Niccolò ha detto...

Stavo rispondendo a Vale, ma la risposta "vale" anche per Placida Signora.
Ora non vedo l'ora di postare una cosa nuova qualunque perchè questo post sui gggiovani mi ha sfinito!
n'

 
Alle 4:39 PM , Anonymous Paola ha detto...

Mi hai tolto le parole di bocca...
ancora con il sapore di eccezionali quanto naturali tortellini umbri prodotti dalla succulenta Università dei Sapori di Perugia...gentil cadeaux (4 kg!!!!) di un magico cliente...
Buona produzione, non so come fai..
PS.L'idea che il sito fosse di un giovanissimo era un complimento. Nel senso che quasi sempre sono solo loro che hanno ancora voglia di dire, fare, dimostrare. I più datati di solito credono di aver già dato...E "lo penso ancora"...che tu sia davvero, un vero giovanissimo.
Paola

 

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