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09 marzo, 2005

Bollito Misto



Camminavo per la strada quasi senza pensiero, il filare di platani grandi a ritmare un passo casualmente errante. Stupide visioni prive di poesia gli alberi che scorrono nei vialoni di città, ma così intrisi del senso del tempo che sembrano metronomi, tassametri o paginette di calendario.
Ripensando alla cena mi folgora l'intuizione che il Bollito Misto si presta per costituzione al secondo atto di una famiglia attorno al tavolo. Una famiglia di due o tre generazioni che si crede unita e che si vuole bene anche perchè qualche vecchio ha preparato con attenzione la cena per i più giovani.
E' una bella immagine un Nonno che assiste pezzi vari di carne gorgogliante per ore ed ore fra 'zemoli e caroti, solo per porgerli a figli e nipoti.
E' un gesto anacronistico simile a tutti i gesti d'amore: una crasi fra il protagonismo del cuoco tenore sbeffeggiante ed il desiderio sublime di porgere qualche cosa di buono ai cari tutt'attorno.
L'amore ha mille volti che sguizzano fra la tenerezza, il calcolo e l'istinto, volti nuovi ed imprevisti ad ogni occasione a cui rispondiamo con altrettanta approssimazione di intenti. Forse la sua esclusiva magia alloggia proprio nell'impossibilità di prevederne i mezzi di comunicazione ed il suo fendente finale.
Poco importa l'amor, il bollito rinnova la sua solennità (pur senza bagnetto verde) e floride grazie ai suoi carnefici!

2 Commenti:

Alle 10:18 PM , Anonymous mitì ha detto...

E' patriarcale sì, il bollito misto.
(ma senza bagnét vert, per me inconcepibile ;-**

 
Alle 4:03 PM , Anonymous georgia ha detto...

salutino frettoloso ma dovuto. concordo con mitì sulla salsa. grazie delle belle parole,

 

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