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22 febbraio, 2005

Ali di gabbiano


Qualche tempo fa mi arriva una letterina della Mercedes Italia rivolta a grafici pubblicitari, art director, mostri della comunicazione, insomma "ggente troppo trend, troppo creativa, cioè haicapito, ganza!" che recitava così: Partecipa al grande concorso del millennio...descrivi il concetto: "la mia avventura con la nuova Classe A"...puoi utilizzare poesie, racconti, fotografie, disegni, cad, ologrammi, ectoplasmi, insomma tutto. Dopo un breve momento di imbarazzo intellettuale la mia memoria è volata al passato senza riscontrare grandi emozioni evocative suscitate dal suddetto autoveicolo (in realtà l'unica cosa che mi è tornata alla mente è che si ribaltava in parcheggio ma questo è un dettaglio). Contro ogni personale previsione di un atteggiamento spocchioso che mi avrebbe visto cestinare la letterina, partecipo! Non creo nulla ad hoc ma allego una serie sterminata di testi, immagini, foto, ninnoli, profumi, atti a dimostrare la mia poderosa eccletticità. Tuttavia tale operazione mi conduce presto ad un senso di stucchevolezza per le mie scarabattole. Getto tutto, ripenso al tema e scrivo solamente: "un signore certe cose non le racconta"! Firmo che non ho più nessun diritto a vita su quanto ho allegato e mi dimentico del concorso. Dopo qualche tempo, allibito dal fatto che la Mercedes non mi avesse ripetutamente cercato per telefono, fax e di persona con mediazioni d'alta diplomazia, cosa ti trovo nella casella della posta? Una copia di Vanity Fair con letterina: complimenti, con la sua partecipazione al concorso lei è stato premiato con un abbonamento pluriennale alla rivista! Ma come, io che mi aspettavo un contratto a vita, una vecchia SL "Ali di Gabbiano" mi ritrovo con un giornaletto che il mio barbiere si rifiuta di fornire ai suoi sbarbati? Hei, voi di Condè Nast, si fa per scherzare ne!
E poi a caval Donato (ho sempre pensato che si chiamasse così) non si guarda in bocca. Ora vado che devo leggere la rubrica sui ggiovani-sessolibero!